Vini Igp – Vietato il taglio e l’assemblaggio di tipologie diverse fuori zona

Con apposita circolare il Mipaaf comunica un'interpretazione Ue che cancella una pratica tradizionalmente utilizzata

Dopo un lungo periodo di incertezza è arrivata la parola fine alla possibilità di continuare quella pratica tradizionale del taglio del 15% con prodotti di origine diversa e di assemblaggio di partite di tipologie diverse nei vini Igp.
Nulla da eccepire alla interpretazione letterale restrittiva che la Commissione di Bruxelles ha dato per iscritto ad uno specifico quesito formulato dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che aveva fino all’ultimo cercato di ottenere una risposta positiva sottolineando la necessità di tenere in considerazione fattori oggettivi come l’esistenza di controlli efficienti e la possibilità di considerare questa pratica sui vini Igp finiti come successiva alla fase di vinificazione ed elaborazione che invece deve avvenire obbligatoriamente all’interno della zona definita da ciascun disciplinare.
Tutto questo non è servito a convincere la burocratica Commissione europea che ha ribadito, citando la definizione dell’articolo 118 ter del reg. 1234/07, lettera b), punti ii) e iii) che l’Igp designa un prodotto finale conforme ai seguenti requisiti: “le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85%, esclusivamente da tale zona geografica” e “la sua produzione avviene in detta zona geografica”.
La nota della Commissione continua ricordando che per produzione si intendono “tutte le operazioni eseguite dalla vendemmia dell’uva fino al completamento del processo di vinificazione” e che anche il taglio, pratica enologica definita dagli articoli 7 e 8 del reg. 606/09, è intesa come “la miscelazione di vini o mosti di diverse provenienze, di diverse varietà di vite, di diverse vendemmie o appartenenti a categorie di diverse di vino o di mosto” e conseguentemente è uno degli elementi intrinseci del processo di elaborazione del vino (produzione).
Quindi ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con circolare n. 16206 del 5 giugno 2013, riprendendo la nota ufficiale n. 1087848 del 15 maggio della Commissione europea, ha comunicato che “… in considerazione del fatto che l’assemblaggio di diversi vini finiti, finalizzato all’elaborazione di vino IGP, costituisce parte integrante del processo di elaborazione di un vino e che tale operazione deve essere effettuata nella zona delimitata dell’IGP in questione”,  le operazioni di taglio e di assemblaggio delle partite o frazioni di partite di tipologie diverse dei vini Igp possono essere effettuate solamente nell’ambito della zona di vinificazione delimitata dal disciplinare della specifica Igp.
Pertanto dal 5 giugno 2013 sono superate le disposizioni transitorie fornite con circolare Mipaaf dell’11 marzo scorso e le suddette operazioni sui vini Igp possono avvenire esclusivamente nell’ambito della zona di elaborazione.
Rimane invece consentito, al pari dei vini Dop, la possibilità di assemblaggio di partite della medesima tipologia, fatte salve eventuali disposizioni restrittive dei singoli disciplinari.
Ad esempio rimane consentito assemblare due diverse partite di “Terre Siciliane” Catarratto, mentre non è più possibile assemblare, fuori zona, un partita di “Terre Siciliane” Catarratto ed una partita di “Terre Siciliane” Grillo per produrre un “Terre Siciliane” Catarratto-Grillo.
Rimane comunque la possibilità di assemblare due o più partite di “Terre Siciliane” Catarratto-Grillo, composte con percentuali diverse, esempio Catarratto 88% e Grillo 15% oppure Catarratto 51% e Grillo 49% e queste possono essere assemblate tra loro per ottenere le percentuali desiderate di ciascun vitigno, in base alle richieste del mercato.
In conclusione è amaro registrare che questa decisione ricade sulle aziende che, seppur avvertite del rischio di una interpretazione negativa da parte della Commissione Ue con la citata circolare dell’11 marzo scorso, si vedono colpite, senza preavviso, nella loro attività di produzione dei vini Igp fino a ieri svolta con modalità, in precedenza pienamente legittime, senza avere a disposizione un adeguato periodo transitorio, anche breve, che potesse consentire loro di concludere le attività di cantina programmate e successivamente di adeguarsi alle nuove disposizioni emanate.

Sezione: News. Tag: 15%, assemblaggio, diverse, divieto, fuori, Igt, taglio, tipologie, vini igp e zona. Area Geografica: Italia.

Related posts

Commenta questo articolo

Top