Taglio e assemblaggio vini IGP fuori zona di produzione

Previste deroghe per i contratti preesistenti

Accogliendo le richieste pervenute del mondo vitivinicolo di salvaguardare le attività delle aziende che avessero già in corso o stipulato accordi commerciali di fornitura per effettuare le operazioni di taglio con il 15% di prodotto di fuori zona o di assemblaggio di partite di tipologie diverse della stessa IGP fuori dalla zona di produzione, il ministero delle Politiche, agricole, alimentari e forestali ha emanato la circolare n. 19381 del 17 giugno scorso che, ricollegandosi alla precedente circolare n. 16206 del 5 giugno, ha disposto che “limitatamente all’espletamento delle operazioni di assemblaggio di partite o frazioni di partite di vini IGP ‘pronti per il consumo’, provenienti dalla vendemmia 2012 e precedenti, per le quali alla data del 5 giugno 2013 le ditte interessate avevano stipulato appositi contratti d’acquisto, le stesse aziende possono avvalersi delle disposizioni transitorie contenute nella circolare dell’11 marzo 2013, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di verifica annuale, documenti di trasporto e registri di cantina.”
Quest’ultima circolare citata prevedeva, in via transitoria in attesa di uno specifico pronunciamento della Commissione Ue (avvenuto con parere negativo il 15 maggio scorso), che si potesse continuare ad effettuare le seguenti operazioni: taglio del 15% e assemblaggio partite di diverse tipologie, fuori dalla zona di vinificazione delimitata.
Per completezza di informazione si allegano le circolari indicate.

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